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stimolare il punto G

Guida per stimolare il punto G. Dove si trova, come massaggiarlo e le posizioni

Dove si trova? Esiste davvero? Perché massaggiarlo? E soprattutto: come stimolare il punto G? Sono tante le domande che frullano nella testa di uomini e donne, quando si parla di una delle zone erogene femminili più sensibili e foriere di orgasmi prorompenti. Qualcuno sa come sfiorarlo, titillarlo e picchiettarlo. Altri non sanno nemmeno da dove iniziare per dare piacere con la stimolazione del G-spot.

Se rientri nella seconda categoria, quella degli impacciati e dei “non so dove mettere le mani”, questa guida per stimolare il punto G ti renderà più sicuro (o sicura) nei movimenti. E con la pratica, riuscirai magari a diventarne anche esperto. Cominciamo, intanto, con l’annoso quesito: esiste il punto G? Non saltare questo paragrafo, perché è una premessa fondamentale e ti tranqullizzerà, nel caso tu non riesca far venire la partner stuzzicandole il “bottone dell’amore”.

Verità o leggenda: esiste il punto G?

Sull’esistenza del punto G si sono scannati fior fiori di sessuologi in tutto il mondo. Il partito del sì, esiste e quello del no, non esiste si combattono da decenni e a suon di ricerche anatomiche condotte su vari campioni di donne. A quali risultati sono giunti? Chi dice che il punto G esiste, sostiene che è una protuberanza posta a 3-5 cm dall’ingresso della vagina e sulla parete anteriore. In realtà, sarebbe un residuo della prostata maschile, perché secerne liquido prostatico. Ora, visto che non tutte le donne sviluppano la prostata femminile, non tutte avrebbero il G-spot all’interno del loro antro godurioso.

Altri sessuologi, invece, dicono che non esistono prove dell’esistenza del punto G e che se ne parla solo per alimentare la macchina del business. Dove sta la verità, se anche la scienza è in contraddizione? Noi la lasciamo nel dubbio e ti spieghiamo lo stesso come stimolare il punto G e dove trovarlo. Fermo restando, però, che non dovrai farne un dramma, se la tua o le tue partner non ti ripagheranno con urlettini da soprano in calore 😉 .

Come trovare il punto G

Atteniamoci al partito del “certo che il G-spot esiste” e vediamo come trovare il punto G, esplorando la vagina. Se non hai una partner fissa, anche una donna per sesso occasionale può sperimentare con te la ricerca del bottone magico. E magari trovare la cosa assai gradevole. Allora, una volta insieme a una lei e durante i preliminari, comincia ad esplorare la vagina infilandoci un dito fino alla prima falange. Premi leggermente sulla parete superiore e ascolta le reazioni della tua compagna. Continuando a massaggiare la vagina, fai penetrare il dito fino alla seconda falange, tastando sempre sulla parete frontale.

Quando la donna è eccitata, il punto G si gonfia leggermente e ti diventa più facile sentirlo sotto i polpastrelli. Se lei è calda e tu non trovi il G-spot, inserisci un altro dito e con due perlustra la parete alta della vagina. Tocca a 3-5 cm dall’entrata, perché l’anatomia femminile è variabile e non tutte le donne hanno il punto G – se ce l’hanno – nella stessa zona. Appena senti un rigonfiamento un po’ ruvido, esclama eureka!, perché ce l’hai fatta a trovare il punto G della tua partner.

Come stimolare il punto G e far venire una donna

Una volta individuato il G-spot, è il momento di stimolare il punto G fino all’orgasmo. Oppure, per aumentare l’eccitazione della tua compagna e portarla al massimo piacere con la penetrazione o un cunnilingus irresistibile. Sono tre i modi per massaggiare il punto G e te li descriviamo tutti. Scegli tu, poi, quale ti è più comodo e quale eccita di più il tuo testosterone. Cominciamo con la stimolazione manuale del G-spot e dopo passiamo a come stimolare il punto G con il vibratore e la penetrazione.

Stimolare il punto G con le mani

Per eccitare il punto G con le dita, ti consigliamo di usare insieme indice e medio, perché lo stimolano su tutta la superficie. Quando lo senti rigonfio, massaggialo con movimenti rotatori usando i polpastrelli. Oppure, strofinandolo da destra a sinistra. Ma il segreto per stimolare il punto G ed eccitare al massimo la partner è il movimento “vieni qui”. Hai presente quando con l’indice chiedi a qualcuno di avvicinarsi a te? Ecco, quel movimento lì fallo con indice e medio, dando dei colpetti ritmati al G-spot: farai impazzire la partner e te ne accorgerai dai suoi sospiri sempre più languidi.

Colpire il punto G con le dita è il sistema migliore per far godere la tua compagna. Il suo grado di eccitazione, poi, dipende dal ritmo dei colpetti. Molte donne preferiscono colpi più veloci, specie quando sono in dirittura d’arrivo. Ma basati sempre sulle reazioni del momento, per decidere se aumentare il ritmo della stimolazione o mantenerlo lieve e costante. Questo, sempre perché ogni donna risponde diversamente da un’altra alle sollecitazioni della sua Bernarda 😉 .

Stimolare il punto G con un vibratore G-spot

Veniamo, adesso, a come stimolare il punto G con un vibratore, che deve essere ovviamente G-spot. In questo caso, l’ideale è proporlo a una donna che apprezza il sesso kinky e i giocattoli erotici, perché non a tutte piacciono. Se non hai una compagna tanto spudorata, puoi sempre organizzare un incontro con Escort, visto che le sex worker non si tirano indietro di fronte a proposte così provocanti.

Massaggiare il G-spot con un vibratore è molto semplice e ti costa meno fatica che se lo fai con le dita, perché fa quasi tutto da solo. Dopo una buona dose di preliminari che preparano la partner eccitandola e lubrificandola, penetra la sua vagina con un vibratore G-spot che avrai prima ricoperto di lubrificante ad acqua. Una volta dentro, azionalo e il toy comincerà a stimolare il punto G con vibrazioni variabili (decidete tu e la partner il tipo di vibrazione e la sua intensità). Per un gioco ancora più piccante, puoi lasciare a lei il comando del toy, mentre tu le dedichi un rimming famelico: apprezzerà, te lo garantiamo.

I migliori vibratori punto G

Se ti garba l’idea di stimolare il punto G con i sex toys, ma non sai come scegliere quello più adatto, ti diamo una mano noi, non disperare ;-). Sul web trovi tanti shop che vendono vibratori G-spot e i modelli sono tantissimi, sia per forma che per funzione. Il vibratore punto G ha una caratteristica precisa: la punta ricurva per stimolare con precisione il G-bottom. Puoi scegliere un vibratore punto G con punta piatta, perfetto per adagiarsi su tutta la superficie del punto spugnoso. Oppure, un vibratore G-spot con punta a lingua, precisissimo ed efficace.

Poi, hai l’imbarazzo della scelta fra vibratori G-spot con scanalature, sottili e lunghi o con diametro maggiore e più corti. Quello che ti sconsigliamo è il rabbit punto G, perché la punta stimola-clitoride rende le manovre meno comode, quando sei lì che cerchi il G-spot. I migliori vibratori punto G, invece, sono quelli con movimento “vieni qui”: vibrano e nello stesso tempo si muovono su e giù. In ogni caso, sarebbe meglio far scegliere il toy alla tua partner, perché è lei che dovrà goderne di più 😉 .

Posizioni punto G. Quali scegliere per massaggiarlo al meglio

Fra i modi per stimolare il punto G non potevamo dimenticare la penetrazione. Niente mani, dunque, e niente sex toys: solo un bel membro eccitato che massaggia a dovere il G-spot con i suoi colpi vigorosi. Quali sono le posizioni per stimolare il punto G con l’amplesso? Su tutte l’amazzone e la doggy style.

La posizione doggy style picchietta il punto G da dietro e permette a lui di regolare le spinte, sia in velocità che in energia. È l’uomo, quindi, a dettare le regole della penetrazione, con movimenti lenti all’inizio e rapidi in prossimità dell’orgasmo. L’unica difficoltà è quella di stare in linea con il G-spot per poterlo colpire con precisione.

Nella posizione dell’amazzone, invece, è lei a tenere le redini della stimolazione punto G, graduando la pressione del membro sulla parete frontale della vagina e tenendo il ritmo degli sfregamenti. L’amazzone, quindi, dà un godimento più intenso alla partner, che deciderà in base al suo grado di eccitazione quanto forte andare su e giù per eccitare il G-spot fino all’orgasmo.

Punto G e squirting. La tecnica per farla venire a fiotti

Ebbene sì: il punto G è uno dei responsabili dello Squirting, cioè dell’eiaculazione femminile a spruzzo che ti sarà capitato di vedere in alcune scene porno. Detto fra noi, quelle scene sono nella maggior parte dei casi finte e l’attrice squirta grazie a dei marchingegni che simulano l’orgasmo a fontana. Eppure, molte donne confermano che squirtare è possibile.

Tutto sta a stimolare insieme clitoride e punto G, con sapienti giochi di mano e con la necessaria pazienza. Di Squirting e punto G abbiamo già parlato in un’altra occasione. Se vuoi approfondire l’argomento e sapere come far squirtare una donna massaggiando il punto G, leggi questo articolo. Troverai un po’ di consigli da mettere in pratica e il metodo per far venire la partner a fiotti.

Stimolazione G-spot. Se non va, non ti dannare

Finisce qui la nostra guida alla stimolazione del punto G e concludiamo ribadendo l’avvertenza fatta all’inizio. Se non trovi il punto G delle partner, non dannarti, perché non tutte ce l’hanno. Se non riesci a stimolare il punto G di una donna, non dannarti, perché non tutte ne godono allo stesso modo.

Se, invece, hai successo grazie a questi nostri suggerimenti, vai avanti con la pratica, sperimenta e osa sempre di più. Alla fine, diventerai un esperto (o un’esperta) e soddisferai le tue compagne di letto con orgasmi sempre più intensi e spumeggianti. Fermo restando che il punto G esista davvero, come sostengono alcuni sessuologi. Noi ci crediamo e tu? 😉

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